STORIA    

Il percorso
Le chiese
- Convento
- San Giovanni
- Santa Maria
- SS Cosma e Damiano
- San Francesco
Il primo bicentenario
Tradizioni viventi
Lista indicativa del patrimonio culturale immateriale in Svizzera

 

Showgallery

 

Chiesa di Santa Maria nascente

I recenti ritrovamenti archeologici hanno confermato la presenza di una villa romana del II secolo d.C. sotto l’antica chiesetta e riportato in luce parte dell’abside semicircolare dove oggi c’è l’entrata.
Il campanile romanico è ciò che resta visibile della struttura medievale, ma la piccola porta vicina dà accesso ad un corpo laterale che suggerisce un’originaria struttura binaria, perciò forse premillenaria (carolingia?), come la chiesa di San Martino ai prati; a quest’epoca (IX secolo) è registrata tra i beni del convento di San Pietro a Lodi, di cui replicava la dedica.

Del Quattrocento è la piccola Madonna col Bambino, collocata in una nicchia ricavata nel corpo del campanile verso l’interno della chiesa. Nel XVI secolo fu capovolto l’orientamento, forse confermata la nuova dedica a Maria, e costruita l’attuale abside quadrata; l’edificio e i terreni annessi erano di proprietà della famiglia Somazzi di Lugano, che nel 1587 li cedono all’appena fondata Confraternita del Sacramento. All’inizio del XVII secolo furono eseguiti gli affreschi nell’abside, che appartengono alla cultura figurativa di Morazzone (Pier Francesco Mazzucchelli, 1571-1626) come la pala d’altare con La Nascita di Maria, una tra le diverse copie coeve di Giovanni Battista Recchi dell’opera di Morazzone in Sant’Agostino a Como. Nel 1656 ca. viene costruita la bella cappella di San Carlo, con una suggestiva cupola ellittica, stucchi e decori di gusto romano. La statua in terracotta policroma del santo nella nicchia è opera documentata al 1662 di Agostino Silva, mentre i dipinti nelle lunette sono del Bagutti, coevi agli ornati neoclassici di primo Ottocento sulle pareti.

Nel 1848 un profugo milanese, Angelo Sala, copre di scuri e pesanti ornati classicisti e di ambigue “angiolesse” le pareti e le volte della chiesa, cambiando completamente l’aspetto della chiesa.
Il restauro e l'integrazione delle vaste lacune è terminato nel 2014, pertanto negli ultimi due anni non si è allestito il tradizionale sepolcro con la propria statua del Cristo morto, né si sono esposti alcuni dei lampioni e dei cartelli processionali della confraternita.