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Chiesa prepositurale dei Santi Cosma e Damiano

La chiesa attuale di Luigi Fontana (Muggio 1812 – Mendrisio 1877) è in stile tardo neoclassico del 1870 ca. e sorge al di sopra dell’antico insediamento delle due precedenti, che si trovava tra le due ali di scale discendenti dal sagrato. Nell’Ottocento qui furono trovati e dispersi alcuni rilievi che potrebbero suggerire la presenza di un edificio religioso più antico della prima attestazione indiretta del 1275 e certa del 1323. Una chiesa romanica troppo piccola venne sostituita da una barocca iniziata nel 1628, completata nel 1721 con una facciata in stucco del Catenazzi (attivo in San Giovanni), e visibile in una fotografia del 1870, prima della completa demolizione. Resta la torre romanica, che fece da base al campanile fino al 1907, quando la chiesa attuale fu completata dalla scalinata monumentale già progettata dal Fontana.

Ospita alcune interessanti opere provenienti dalla precedente e adattate non sempre in modo adeguato. Fra queste l’altare maggiore di Primo Lezzani e Giovanni Gaffuri (1669), l’altare della Madonna del Rosario in marmo, di Francesco Rusca detto il Castello di Campione (1654) con una statua attribuita al Silva e circondato dai Misteri del Rosario (1654 – 1659) dipinti da Francesco Torriani (Mendrisio 1612 – Como 1683), e integrati dal figlio Innocenzo (Mendrisio 1648 - Como 1700). Dello stesso ambito la grande pala con San Michele arcangelo e santi, le sante Lucia e Apollonia di un allievo del Torriani, Giovan Battista Franchinetti provenienti dalla cappella delle Orsoline la cui pala firmata da Francesco Torriani (1645) si trova oggi nella vice parrocchiale di San Sisinio alla Torre.
In un locale sul lato destro è allestito un piccolo ma ricco Museo dell’arredo ecclesiastico, visitabile su richiesta, e di solito aperto durante le processioni; ospita alcuni oggetti notevoli tra cui una bussola per le elemosine in rame, con incise le pregevoli figure dei Santi Cosma e Damiano, del XVI secolo.

La vecchia chiesa parrocchiale si trovava, dunque, in piazza e sul percorso delle processioni, perciò quando venne demolita e costruita la nuova più in alto, il percorso venne modificato nell’attuale per poter almeno passare lungo il suo fianco nord.