GIOVEDI'    

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Depositi dei costumi

Da quando i costumi dei personaggi delle processioni non sono più affidati alla fantasia e disponibilità dei partecipanti, cioè dalla fine dell’Ottocento, anche tutti gli oggetti, abiti, armature, armi e strumenti sono conservati nei locali dell’ex convento, e anch’essi ora usufruiscono di una migliore collocazione e distribuzione nei luoghi deputati alla vestizione.
Da qualche anno nel cortile dietro la chiesa di San Giovanni si allestiscono alcuni padiglioni di esposizione dei costumi più vistosi, consentendo la visita a chiunque sia interessato fino a qualche ora prima delle processioni. Finite queste ricomincia l’infinto lavoro di riconsegna, ripulitura, restauro, riparazione, o spesso anche di rifacimento, inventariazione e premurosa “archiviazione” di tutto il materiale. Durante l’anno non mancano i controlli regolari per verificare lo stato di conservazione, e i preparativi iniziano almeno tre mesi prima della Pasqua, seguendo un’organizzazione tanto complessa quanto ben oliata, basata sulla profonda passione dei moltissimi volontari coinvolti ogni anno in ogni aspetto e fase, dal reperimento dei cavalli adatti, alla ricerca di spille ed aghi per “ricucire” i costumi sui diversi “attori” che si presentano – sempre fervidi e concentrati – alle porte del convento con il loro ruolo già ben specificato, spesso ottenuto per sorteggio per le parti più ambite. Invece i personaggi principali del Giovedì, Cristo e le tre Marie, si preparano in raccoglimento nella sagrestia di San Giovanni. A nessun vien chiesto un qualsiasi “atto di fede” che non sia la disponibilità e la presenza; negli anni si son visti genitori di altre fedi e culture inviare i loro figli alle processioni, con serena partecipazione a questa “festa” della collettività, che per essere compresa a fondo dovrebbe poter essere vissuta “da dentro”; fosse anche solo per ritrovarsi tutti a fine serata nella sala del teatro dietro Santa Maria a cenare insieme in quel clima di stanca soddisfazione che per molti è l’autentica felicità.