VENERDI'    

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I prelati

Nella storia i rapporti tra il clero secolare e l'Ordine dei Servi di Maria furono per diverso tempo molto turbolenti. Al centro della discussione relativa all'organizzazione e allo svolgimento della processione del Venerdì Santo vi erano questioni economiche e di prestigio. La dimensione economica era data dal fatto che in passato, per partecipare alle processioni, veniva richiesto un emolumento individuale, la cui somma totale faceva gola sia all'arciprete che al priore.

Per quanto riguarda il prestigio legato all'organizzazione della manifestazione la polemica infuriò soprattutto nel corso del XVIII secolo, quando la parrocchia di Mendrisio rivendicò il diritto di guidare la parata, poiché al clero regolare, secondo i regolamenti ecclesiastici vigenti, era vietato organizzare senza previa autorizzazione processioni al di fuori del proprio perimetro conventuale. In quegli anni il pomo della discordia divenne di volta in volta l'itinerario da percorrere, le benedizioni da impartire, la precedenza all'interno del corteo stesso e altre questioni di ancora minore rilevanza.
Gli arbitrati forniti dai generali dell'ordine, dal landfogto (che era il governatore dei baliaggi) e dal vescovo di Como (della cui diocesi faceva parte anche Mendrisio) riuscirono a consolidare un compromesso che prevedeva una divisione dei compiti. Il clero secolare mantenne le prerogative di incensare il simulacro del Cristo morto, di impartire la benedizione e di recitare le preghiere nella parrocchiale e nella chiesa di San Francesco, mentre il priore dei Servi di Maria svolgeva le medesime funzioni in San Giovanni e conduceva la processione nel posto privilegiato davanti alla Madonna, riscuotendo buona parte degli introiti destinati alla manutenzione degli arredi e all’acquisto delle candele.

Sino al momento della loro espulsione dal Cantone, i Servi di Maria mantennero il controllo della processione del Venerdì Santo - considerata come la "Processione di Maria Vergine Addolorata e per tale fu sempre riconosciuta dal popolo di Mendrisio" - ed il loro ruolo egemone fu evidenziato dal fatto che essi sfilarono sempre nella posizione di maggior prestigio, cioè in chiusura di corteo.